Zucca e castagne nell’hinterland. Il Cerchio e la Botte, Gerenzano

Un colpo al cerchio, uno alla botte. Il cerchiobottismo è, talvolta, un’usanza che viene fatta propria da certi politici, quelli che, magari in buonafede, non vogliono scontentare nessuno. Spesso il politico cerchiobottista finisce per fare la figura di una persona fin troppo pragmatica. Uno che non esita a venire a patti con la propria coscienza per uscire con la faccia pulita da ogni situazione. Per l’Osteria Il Cerchio e la Botte, a Gerenzano (Varese), vicino Saronno, è invece tutto il contrario: il desiderio di accontentare ogni cliente non fa mai venir meno la coerenza di chi la gestisce. Ve ne ho parlato domenica su Libero.

Il Cerchio e la Botte

Per raggiungere la trattoria di Federico Polini, non avrete da diventar matti. L’autostrada A9, da Milano, è l’opzione più comoda. L’uscita di Saronno è quella che fa per voi. State attenti. Anche se l’indirizzo ufficiale dice via Zaffaroni, Google Maps vi condurrà giustamente al vero ingresso, che si apre su via XX settembre. Ed è un ingresso proprio, con tanto di piccola scalea. Siamo al cospetto di un’annosa villetta brianzola.

La sala

La sala mantiene un look a bella posta spoglio. Le osterie di una volta, si sa, non erano tutte decorate. A dire il vero, potevano presentarsi come il Cerchio e la Botte: tavolacci, sedie di paglia, poche foto, pareti quasi vuote. Semmai, spadroneggia all’entrata il grande bancone, dominato da una lavagna che recita Cassoeula Take Away. perfetto.

Federico e Sara

Se davvero un’osteria è, anzitutto, il suo oste, qui siete in buone mani. Federico ha le idee chiare, e vuole proporre una cucina semplice, popolare ma ricercata, con un occhietto al prezzo per il cliente ma anche l’attenzione agli ingredienti. Accanto a lui, Sara garantisce un servizio inappuntabile e sorridente. In cucina sta invece Alessandra.

Il menù

Come sempre, non disegno di mostrarvi il menù. Potrete già capirci qualcosa, ma ricordate che è ben delineato sul semplice sito web. Ma intanto…

Il pane

Addentate un pane davvero eccellente, normale e alle olive. Se quello normale, già buono, è comprato fuori, quello alle olive lo fa Federico con la farina del Mulino Marino e una grande attenzione alla lievitazione, e dovrete trattenervi dal finirlo subito. Con quella farina nascono anche una serie di pizze fantasiose. che non ho provato perché interessato ad altro, e che restano comunque un ingegnoso divertissement.

Strudel di farina di castagne con patate e lonzino stagionato al pepe

«Ci piacerebbe fare una cucina di qualità: che per noi non significa presentazioni ed accostamenti di grande effetto ma una grande attenzione alla qualità delle materie prime, alla loro stagionalità e provenienza»: ecco, lo spiega Federico all’inizio del menù. Di questi tempi, visto il credo del patron, appaiono ingredienti come castagne e zucca: siamo quasi in novembre, no? Partite con un tagliere di salumi; coi crostoni con sarde, sedano rapa e bottarga; col flan di zucca con crema al Castelmagno e salvia fritta. O provate, come ho fatto io, lo strudel di farina di castagne, farcito con patate e lonzino di maiale stagionato al pepe: le torte salate sono uno dei pallini della cuoca Alessandra, e questo strudel non è da meno. Il movimento dato dal tocco pepato è del tutto delizioso. E poi…

Bigoli col ragù di fegatini

I bigoli col ragù di fegatini promettono quello che mantengono alla sola vista: un piatto di un’imponenza quasi intimidente e di riuscità azzeccatissima. In carta, comunque, non manca mai un risotto: per esempio, quello con la Tuma verde e le noci caramellate al miele. Sono da provare i ravioli di zucca e amaretti con rosmarino e guanciale.

Torre di baccalà, zucca al forno e porri fritti

L’amabile zucca entra anche, per pietanza, nella torre di baccalà con i porri croccanti, contribuendo a equilibrare con la sua dolcezza la sapidità del pesce, in un risultato di bella eleganza.

Faraona in umido con birra e patate schiacciate

Qualcosa di più massiccio? La morbida faraona in umido alla birra scura e scalogno su letto di patate schiacciate. Non l’ho presa io ma mio padre, che è andato in questo locale alcune settimane fa assieme ad alcuni amici, e ne è rimasto conquistato, provvedendo a scattarmi questa fotografia alquanto eloquente.

Si finisce con la torta Linzer, il tiramisù, la panna cotta, le pere al vino rosso.

Il bere

Da bere, sceglierete da una carta che non indica le annate ma allinea tutta una parata di bottiglie per tutti i gusti. I prezzi non sono affatto da salasso, e berrete bene. Del resto, qui da sempre si sono fatte serate e piccoli corsi per avvicinarsi al mondo del vino.

E ora le note economiche: potete stare tranquilli sul conto, 38-40 euro in scioltezza. La cassoeula take away come sarà? Provatela voi e raccontatemelo.

Il Cerchio e la Botte
Via Zaffaroni, 5 (ingresso da via XX Settembre)
Gerenzano (Varese)
Tel. 0236690134
Chiuso il lunedì
SI MANGIA: flan di zucca, faraona alla birra
DA NON PERDERE: bigoli ai fegatini
IL CONTO: 38-40 euro

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