Volevo essere Matarocco. Francesco Bonomo e la bomboniera di pesto trapanese

WineUp Expo edizione 2019, Marsala (Trapani): tanti vini, tanti piatti, tanti cuochi in gioco. Se ieri vi ho parlato del vincitore degli antipasti, oggi sarà il caso di parlare dell’autore di un primo piatto d’eccezione, anch’egli partecipante al Concorso La Medusa e in gara lo scorso 8 novembre: Francesco Bonomo, quarant’anni, marsalese. La sua creazione? Volevo essere matarocco. La vedete qua sopra, e ditemi un po’ se non invoglia. Il problema è capire cosa sia il matarocco. Ma noi siamo qui per questo, no?

Francesco Bonomo a WineUp Expo, 8 novembre

Il matarocco è quello che al Nord molti chiamarebbero pesto alla trapanese. E dietro questa dizione, ci sono state propinate le più invereconde cavolate dall’industria conserviera, guazzabugli rossastri che sanno di aglio annacquato e simili altre nefandezze. Il matarocco, comunque, più che trapanese è marsalese. Pomodori, aglio, olio: ecco gl’ingredienti del mataroccu, con o senza l’aggiunta delle mandorle e del formaggio che personalmente adoro.

Bene: chef Bonomo ha trasformato il matarocco in un pomodorino che cela uno scrigno saporoso e odoroso di aglio e mandorle. Il tutto, controbilanciato dalla morbida sensualità di una crema di Parmigiano quasi voluttuosa. Accanto, i fagottini ripieni di pomodoro in più consistenze. Al tavolo della mia giuria mediatica, il giudizio positivo è stato pressoché unanime. Alessandra Verzera in questo piatto ha risentito i sapori della sua infanzia, mentre Edoardo Raspelli, come sempre severo, al cospetto di questa pietanza si è lasciato andare a un cordiale «Buonissimo!». Personalmente concordo.

Francesco Bonomo, per inciso, oltre ad aver sbancato il Cous Cous World Championship e ad aver fatto parte della squadra italiana di Cous Cous Fest, lavora in un’azienda che fornisce i pasti in alcuni ospedali della Sicilia occidentale. Avessi avuto lui nel corso dei ricoveri che ho dovuto sopportare!

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