Gored e zighini per il Nobel. Africa, Milano

Niente Greta Thunberg. Il Premio Nobel per la pace è andato a Abiy Ahmed Ali, Primo ministro dell’Etiopia. Quarantatrè anni, al leader etiope sono stati accreditati grandissimi sforzi di pacificazione nell’annoso conflitto con l’Eritrea. Bene: mi fa molto piacere. Per festeggiare a mio modo il riconoscimento a quest’uomo fuori dal comune, ho voluto mangiare in un ristorante eritreo, in suo onore: Africa, a Milano, via Lazzaro Palazzi.

Ristorante Africa: la sala

Quanto mi piaccia la cucina eritrea, ve l’ho già raccontato. Il carattere speziato e dirompente di gran parte delle sue pietanze mi manda ai pazzi. Io sono un tipo da sensazioni forti, distinte. Africa, nel pieno del distretto africano (ma va?) di Milano, è posto propedeutico almeno quanto lo è Adulis. Però Africa non cerca neanche di corrompere (tra virgolette) l’occhio del cliente con ammicchi folclorici al Paese d’origine. Lo vedete in foto: l’ambiente potrebbe ospitare una pizzeria, e non ci sarebbe nulla da obiettare. Occhieggiano qua e là quadri e quadretti eritrei, ma tendono a sparire nel dimesso contesto generale.

Il signor Yemane

Il proprietario, il signor Yemane, è un eritreo di poche parole, ma parlandoci si ammorbidisce, ed è pronto anche a ridere e sorridere. Il menù scritto esiste, ma stavolta lui ha fatto a voce. Mi chiede se voglio un piatto piccante o meno piccante. Io già gli sto simpatico perché gli dico che sono già stato lì altre volte e gli faccio i nomi dei piatti, cosa che gli fa decisamente piacere. Scelgo il mio amato gored gored.

Kategna

Ma oggi è un giorno di festa per il Nobel, voglio un antipasto. Gli chiedo se fa i kategna. Lui, ancora più contento, mi risponde di sì. Pochi minuti e me li porta. Sono dei rotolini di ‘njera (sapete già cos’è, ne ho parlato nel vecchio articolo, sopra lo raggiungete: comunque è il pane spugnoso etiope) spalmati, all’interno, di burro chiarificato e berberé. A fianco, come bonus, una cucchiaiata di tumtumo, le lenticchie speziate. Già così, siamo a bel livello di goduria piccante.

Gored gored

Il gored gored mantiene le promesse. La salsa è lievemente meno piccante rispetto all’Adulis. La tipicità è comunque garantita, e se amate il genere resterete soddisfatti. Una piccola criticità: le verdure d’accompagno (anche qui ho chiesto una maggiorazione di quelle a sostituire l’insalata) erano buone ma fredde. Vabbè, per stavolta possiamo essere clementi, il piatto è comunque meritevole e la porzione è a dir poco mostruosa.

Su in cima, ad apertura del post, vedete una foto vintage risalente ai primi d’agosto 2014: un piattone di zighini e gored gored che ho gustato assieme a una delle mie migliori amiche, che non conosceva la cucina e che ha apprezzato moltissimo il sapore per lei nuovo.

Per dolce, un baklava che non ho preso. Da bere, birra e vini che non ho preso, e che sono più numerosi che da Adulis, malgrado il mio scetticismo sul vino abbinato con tale cucina rimanga all’ennesima potenza. Spesa? Un 20-25 euro a esagerare. Una trattoria eritrea che s’impone non per il contesto ma per il manico, per la sostanza.

Africa
Via Lazzaro Palazzi, 9
Milano
Tel. 0229525984
Chiuso lunedì
SI MANGIA: zighini, kategna
DA NON PERDERE: gored gored
IL CONTO: 20-25 euro

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