Erotismo in un piatto di patate. Dalla Zia, Milano

Ristorazione toscana a Milano. Ce n’è d’avanzo per riempire un volume. Ma lo sapete cos’hanno significato i ristoratori toscani a Milano? Se non lo sapete, è perché conoscete esclusivamente il panorama ristorativo attuale della città, quello in cui la fighetteria astorica a volte prende il sopravvento. Se vi piace la storia, ma senza necessariamente ritrovarvi all’anteguerra, andate alla Zia, o meglio Dalla Zia, vicino al Pirellone. E immergetevi in questo clima. Lo avete fatto ieri su Libero, fatelo oggi qui…

Dalla Zia, via Gustavo Fara, Milano

«Cinquanta anni fa esisteva ‘a bella cosa. C’era sempre una zia che, se eravamo buoni, ci diceva: “mo a zia ti dà a bella cosa” e ci dava una caramella o un biscotto».
(Luciano De Crescenzo)

La zia è così: fa i regali, non sgrida mai i nipotini… La zia è un’immagine di serenità, a modo suo. E un ristorante, se comunica serenità già dal nome, è a metà strada. La Zia (chiamiamolo così, senza “dalla”) se ne sta in via Gustavo Fara, diciamo nella zona del Centro Direzionale. Ciò apporta un forte flusso di clientela anche a mezzodì: conviene prenotare, anche se il professionismo di chi vi accoglie risolverà ogni cosa.

Ecco chi era la Zia

E il nome ha il suo senso: un tributo di un nipote orfano a una zia premurosa e amante della tavola. L’ultima frase vi farà capire qualcosa: che c’è stato un cambio di gestione. Ma poco male: il padrone attuale c’è da oltre trent’anni, diciamo anche quaranta. E’ Franco Loi, di Bari Sardo (Nuoro): un altro sardo nella ristorazione milanese, però devoto alle origini strettamente tosche di questo ristorante.

Franco Loi

Sarà proprio lui ad accogliervi, assieme a tre o quattro signori (nel vero senso della parola) del servizio, capaci di trattarvi con rara gentilezza, di prendere le ordinazioni senza segnarle e senza dimenticarle, e di raccontare con allure coinvolgente i piatti del giorno. Intanto, avrete preso posto nella sala, unica ma con alcune rientranze. L’avete già vista in alto, ora la rivedrete.

Particolare della sala

Cotto in terra, mattoni, lampade a muro, rame e ferro battuto: l’habitat toscano è servito, la Zia ricorda davvero certe trattorie superstiti della terra d’origine. E si che si è trasferita qui solo nel 2000: prima, stava nella stessa strada, solo sull’altro lato. La cucina toscana, comunque, non cambia, e, come quasi sempre a Milano in ristoranti di questo tipo, non disdegna piatti di pesce. Comunque tutto è tirato a lucido e ricalibrato, in modo tale da non dare perplessità nemmeno nel 2019.

Crostini alla toscana

La Zia non è di quei ristoranti impolverati dove la cucina sembra rimasta all’età del bronzo. Malgrado lo stile old fashioned, si tratta di fornelli che propongono ricette di tutto rispetto. I crostini toscani, per esempio. Quel ragù che li copre è calibrato alla perfezione, con la giusta dose di amarore apportata dagl’indispensabili fegatini.

Tagliatelle alla toscana

Le tagliatelle alla toscana, condite con un ragù simile al precedente ma più gentile, si presentano gagliardamente, col rametto di rosmarino che nel Chianti chiamerebbero ramerino. La pasta fa più il verso alle tagliatelle delle colline romagnole, essendo tirata molto fine: l’abbraccio col condimento è comunque perfetto. Sentite che vitalità promanano. Tra gli altri piatti, le pappardelle coi porcini, che adesso (ci ho pranzato martedì 24 settembre) sono nella stagione giusta. O i ravioli ai funghi.

Rognoncino trifolato

Di secondo, c’è la bistecca alla fiorentina, che è sempre stata una delle più famose a Milano, e val sempre l’assaggio. Poi, i filetti di vario tipo. I porcini alla griglia. La cervella (ne parlano sul loro sito ma non era in menù). E il rognoncino trifolato, un piatto che mi scatena da sempre i ricordi più inenarrabili e che qui è onorato da un’esecuzione davvero amorosa.

Patate erotiche

Ma guai a sedersi senza aver provato le patate erotiche, forse la pietanza più famosa del loro repertorio. Sono rigorosamente fresche, tagliate a mano a pezzi irregolari e fritte con aglio e rosmarino, a cui poi si aggiunge il pepe. Patate Erotiche, le chiamano: capito la leggera allusione?

Per dolce, il tiramisù. Da bere, vi divertirete: la cantina è uno spesso incunabolo, che svolge una teoria di vini rossi da mandarvi in loop dopo un paio di minuti. E’ fornitissima, e i vini sono appannaggio, ancora una volta, dei formidabili camerieri. I tavoli sono un po’ ravvicinati ma hanno avuto l’accortezza di distanziarli in senso longitudinale, così non ci sono forche caudine o corridoi da incastro.
All’incanto, circa 50 euro, per un posto che ha ancora moltissimo da dire a chi aborre i pregiudizi.

Dalla Zia
Via G. Fara, 12
Milano
Tel. 0266987081
Chiuso sabato a pranzo e tutta domenica
SI MANGIA: crostini toscani, rognoncino, fiorentina
DA NON PERDERE: patate erotiche
IL CONTO: 50 euro

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