Chi sono

« Aspetti, signorina,
le dirò con due parole
chi son, che faccio,
e come vivo. Vuole? »

Beh, se siete entrati qui c’è un motivo… Sono Tommaso Farina, vecchia conoscenza dei mangiatori grafomani, o se preferite degli scrittori rebelaisiani. Nasco il 23 marzo 1981 alla Clinica Mangiagalli di Milano, da genitori brianzoli: lui di Desio, lei di Carate Brianza. E Desio è proprio la mia città, che alterno con periodi abbastanza frequenti a Lignano Sabbiadoro, il mio buen retiro sul litorale friulano, che amo immensamente.

Faccio il giornalista dal lontano 2000. Nel 2003 ho conseguito la prima fatidica tessera, quella da Giornalista Pubblicista. Tra il 2007 e il 2008, dopo un praticantato svolto presso la redazione milanese del quotidiano Libero, di cui poi sono stato redattore e con cui ancora oggi collaboro come freelance, ho svolto gli esami di Stato per la qualifica di Giornalista Professionista, che ho conseguito nel gennaio 2008, portando tra l’altro una divertente tesina sulla contrapposizione tra prosciutti spagnoli e italiani. Roma per anni è stata la mia seconda città, avendo avuto lì un bellissimo affare di cuore durato quasi un decennio. A causa di questa frequentazione, ho perso quasi completamente il mio accento originale, tanto che nessuno mi crede brianzolo sentendomi soltanto parlare. Roma è un altro dei miei grandi amori, sia gastronomici che culturali e antropici.

Nel 2015 sono stato consulente dell’Ufficio Marketing ed Eventi di Expo 2015, mentre alla fine del 2016 sono entrato come advisor in View Point Strategy, un’agenzia di comunicazione che ha avuto e ha tuttora clienti del massimo prestigio. Mi preme di sottolineare come le attività di comunicazione che svolgo all’agenzia non siano in alcun modo in conflitto con la professione giornalistica che mi trovo a svolgere: i settori che curo in View Point Strategy non sono affini con cose buone da mangiare e da bere. Sono allergico a marchette, cointeressenze e inciuci vari, che vanno magari a beneficio del giornalista ma a detrimento del lettore. Io non faccio il servo a nessuno, ma dei miei lettori mi ritengo servitore.

Le mie passioni? Oltre a cibo e vino, la musica classica: ex studente di canto lirico, cantore liturgico, studioso di storia della musica e dell’interpretazione (i miei maestri, non so con quanta loro gratificazione, si chiamano Francesco Degrada, Emilio Sala e Cesare Fertonani), avido possessore di quasi ventimila dischi (lo scrivo con le lettere per sottolineare che non è un errore). Poi, il cinema di genere degli anni Settanta, quello che ama Tarantino. Gli orologi. Il bel vestire, le scarpe, le cravatte.

Ah: perché GURU? Niente, nessun motivo. Guru mi piaceva, e me lo sono messo!