A cena dai cugini terribili. Trattoria Maurizi, Nibionno

Uno si chiama Attilio, ma per tutti è Attila. L’altro, invece, di nome fa Elio. Sono cugini. Cognome: Redaelli. Lombardo, lombardissimo. Anzi: brianzolo. Se nel resto della Lombardia è diffuso Radaelli con la a, nella Brianza lecchese (perché proprio in provincia di Lecco ci troviamo: a Nibionno) il cognome con la e ha la preminenza. Ma il cognome, in questa trattoria, non si vede. Si vede solo il soprannome del bisnonno, una delle tante cose che i cugini hanno in comune: Maurizi. E soprattutto, si mette in mostra una cucina che sotto la scorza semplice mostra una fibra d’autenticità. E si beve bene. L’ho raccontato proprio ieri su Libero.

Trattoria Maurizi

Sono brianzolo anch’io e, lo ammetto, non mi punge particolare vaghezza di mettere foto di Nibionno, uno dei tanti paesi della media Brianza, relativamente prosperi. Attraverso Nibionno, passa la SS342 Briantea, ora diventata strada provinciale: uno stradone che collega Como a Bergamo, passando attraverso la cosiddetta Isola Bergamasca prima, e per la Brianza poi. Proprio su questa strada, ecco Maurizi. Ma perché Maurizi? Era il soprannome del bisnonno (o trisnonno) dei due cugini. In effetti, ci sta: Maurizi è la forma dialettale brianzola di Maurizio.

Qualche vino da bere al bar…

Entrate e vi ritrovate in un bar. Uno di quelli col bancone, con la birra. C’è perfino una specie di veranda-capanna di legno che fa il verso all’Austria. Però, subito dietro di voi, ecco una lavagna che spiega che in questo bar si può bere il vino a bicchiere, e neppure poco. Non è così scontato: quello che può essere ovvio in Friuli e in Veneto, in Brianza lo è di meno. La lavagna dice poco sui produttori, ma scoprirete che una carta vera e propria esiste.
Come esiste il ristorante vero e proprio, che ha clima molto più raccolto.

Particolare della sala

Una saletta piccola e una più grande, tutte con qualche tocco di cura: un quadretto, uno stucco spatolato, un mobile qua e là… Lo stile è tra il tradizionale e lo pseudomoderno, il tutto però col tocco da trattoria. In tavola grissini di confezione, poi supportati da un cestino del pane del tutto decente.

Il menù

Arriva un bel menù calligrafico, scritto bene e bello grande, dal quale capirete quello che state per mangiare, mentre i due Redaelli si saranno prodigati a portarvi l’acqua. La cucina ha fondamenta brianzole, o comunque lombarde, con portate di ispirazione casalinga, realizzate con dinamismo e, se interessa, senza lesinare su porzioni e condimenti.

Piccolo Maurizi

Si parte coll’antipasto Maurizi, che può essere grande (per due) o piccolo (il mio). Caprino brianzolo all’olio e pepe, bresaola della Valtellina, una notevole giardiniera casalinga sott’aceto (decisamente ruspante e impertinente, come piace a me) e un salame brianzolo di grosso calibro, che in Piemonte si chiama muletta mentre qui diventa bogia, come dire testa in dialetto.

La bogia

Con la foto si capisce meglio… Ci sono anche altri salumi disponibili, oltre ad acciughe, fatalmente del Cantabrico ma non solo.

Tagliatelle ai porcini

A seguire, le tagliatelle ai porcini sono proposte in una versione volutamente condita e godereccia, di quelle che richiedono di prepotenza un buon bicchiere di vino e che si giovano, comunque, di materie prime di qualità. Un’altra specialità sono gli gnocchi, e non manca nemmeno il risotto. Anzi, il Risotto dell’Anniversario: un piatto unico nel quale sopra il risotto giallo fa la sua comparsa uno spezzatino di bocconcini di vitello.

Bocconcini e polenta

I medesimi bocconcini erano il “piatto del giorno consigliato dallo chef”, servito però con polenta anziché col riso. Ok, non sarà più stagione di piselli, ma la complessiva bontà del piatto, che raggiunge un insospettato equilibrio (e non era facile), fa perdonare il veniale peccatuccio. Qualche altro secondo piatto lo vedete nello scampolo di menù che ho pubblicato. Mentre di dolce potete scegliere una cheesecake al cioccolato.

Carta dei vini

In un posto tanto semplice, forse non ci si aspetta una cantina così bene assortita, con bottiglie che in Brianza non sono proprio all’ordine del giorno. Qualcuno inarcherà il sopracciglio perché ci sono Grattammacco, Ornellaia, Avignonesi anziché qualche nome sconosciuto, ma sinceramente non me ne importa un ficus. Ai Redaelli, e anche a me, piace bere bene, chiunque sia il produttore. Né io né loro siamo bevitori di etichette, che ragionano in base alle mode. Punto e a capo.

Morale della favola: 40 euro per una serata divertente. A pranzo ci sono anche piatti unici, ma io ci sono stato alla sera, il 3 ottobre, con la presenza di coppie, famiglie, un nonno col nipotino e alcuni industriali (credo) in compagnia di un cliente orientale a cui parlavano in inglese. Mi piace che si esca a cena anche il giovedì.

Trattoria Maurizi
Via Volta, 23
Nibionno (Lecco)
Tel. 031690601
Chiuso lunedì sera
SI MANGIA: antipasto Maurizi, bocconcini con polenta
DA NON PERDERE: tagliatelle ai porcini
IL CONTO: 40 euro

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