A casa delle amiche del cuore. Trattoria A Casa Nostra, Milano

Per alcuni, si dovrebbe mangiare come a casa. Per altri no: quando si esce, si dovrebbe mangiare meglio. Chi vince? Ma soprattutto: perché fare la gara? Ci sono posti dove ci si sente a casa, ma mangiando con una cura che non sempre nella propria cucina si saprebbe ricreare. A Casa Nostra, una trattoria di Milano che esiste da due o tre anni, consente pressapoco un’esperienza simile. E a prezzi decisamente convenienti per la città: 40 euro a testa. Ne ho parlato proprio ieri su Libero, il mio giornale. Oggi ve ne parlo qui.

Siamo in via Piero della Francesca, una sorta di laboratorio dello struscio, dove si trova di tutto e di più, di giusto e di sbagliato, nella qualità e soprattutto nel prezzo. Ecco, la trattoria A Casa Nostra, in simile contesto, è una piacevole e benvenuta novità. L’ho scoperta grazie alle foto succose di Adriano Aiello, un amico ammalato di tennis che da quando lavora nel mondo del vino esce a pranzo tantissime volte.

Parcheggiare sarà un problema: la Trattoria è all’inizio della strada, poco prossima all’angolo con via Procaccini. Voi incrociate le dita, rivolgete qualche preghiera ai santi che conoscete e specialmente a San Cristoforo, patrono di voi macchinati impenitenti. Dopo un po’, ce la farete. E vedrete le vetrine.

La Trattoria A Casa Nostra

Porte aperte: fa ancora caldo, e il posto è praticamente en plain air. Non rimproveratemi per il francese, il francese a descrivere questo localino ci sta benissimo. Sottotitolo: alla vecchia maniera. La curiosità sale rapidamente. L’accoglienza è la stessa di quando ho prenotato telefonicamente: gentile, materna, “totale”. A rispondermi all’apparecchio e a ricevermi in sala è una signora francese, la dolce Michèle (non Michelle, non è quella dei Beatles), che mi accomoderà al tavolo. Dopo Michèle, ecco materializzarsi un’altra soave visione: è Serena Stefanuto, la bella proprietaria che regge la baracca assieme a Pinny Capuano, la dama della cucina che farà occasionali comparsate in sala. Un locale a trazione rosa integrale, se si eccettuano alcuni aiutanti ai fornelli.

Serena e Michèle

Guardatevi intorno. C’è gusto per i contrasti. Il bancone è quello originale, di sapido vecchiume, che ricorda i bar di quand’ero piccolo, probabilmente risalenti ad almeno vent’anni prima, ossia anni Sessanta. Il resto è invece una ristrutturazione dal sapore antico, con pareti di vari colori, una chitarra, fotografie dei Navigli e di altri angoli di Milano.

A Casa Nostra: l’ambientino

All’entrata, una cara, simpatica macchina del caffè, che ha visto chissà quante guerre, si spera vinte.

La macchina del caffè

Voi siete pronti? L’avete capito: siete in un posto un po’ speciale. Attorno a voi cominceranno a sedersi clienti di tutte le età, e sarete invidiosi: si conoscono tutti tra loro, tranne voi. E’ evidente: alla Trattoria si torna, si fa amicizia, si stringono legami, non necessariamente per una sola sera. Tutto attorno a un bel piatto e a un bicchiere di vino, o magari anche a un aperitivo, che qui inizia alle 18.30 e non ha niente della ruffianeria raccogliticcia di infiniti indirizzi milanesi che distribuiscono becchime e fondi di bottiglia.

Ma qui si mangia sul serio. Non so se a pranzo facciano un menù diverso. Io ci sono stato la sera del 12 settembre. E il menù era questo.

I piatti della settimana

Il foglio fotocopiato fa parte della coreografia, e ci si sposa con giudizio. All’interno, una scelta giudiziosa, di cucina prettamente casalinga, semplice, a prezzi a dir poco umani.

Partite con l’insalatina al pecorino, noci e pere; col Quartirolo con fichi e mele; con una selezione di salumi e formaggi. Oppure…

Bruschetta, stracchino e pomodorini

…con la bruschetta allo stracchino e pomodorini, questi ultimi marinati con una sapienza non banale.

Non è comunque il caso di fermarsi agli antipasti.

Linguine con baccalà e pomodoro fresco

Le linguine di grano duro con baccalà e pomodoro fresco non hanno nulla di minimalista, anzi non lesinano il condimento e il sapore, senza per questo risultare prevaricanti. E la porzione non è proprio da uccellini, senza contare la carineria del coccio in cui sono servite. Alternative: risotto al Taleggio e Barbera; crema di ceci al rosmarino; gnocchi di patate con crema allo zafferano e prosciutto crudo croccante.

Per secondo, potreste non volervi schiodare dal pesce veloce del Baltico.

Merluzzo in umido col puré

Merluzzo in umido, sfacciatamente rosso, con una crema di patate, chi si rivelerà essere un corposo e massiccio puré. Se pensiamo che merluzzi e baccalà, prima che nascesse l’epopea della Milano col pesce più buono d’Italia, erano due delle poche creature ittiche che in città fosse facile trovare (altre erano le acciughe conservate, che non erano del Cantabrico, o quantomeno non necessariamente), il contesto con la cucina povera è del tutto delineato.
Ci sono anche altri piatti. Intriga la cotoletta alla milanese “cacio e pepe”, che sarà interessante provare. Dietro la dizione “uovo in fagotto” si nasconde la cara, vecchia omelette, farcita con Gorgonzola e spinaci.

Dulcis in fundo

La crostata di albicocche

Strudel di mele con gelato alla vaniglia, crostata di albicocca, torta soffice con fichi e mandorle. Ce n’è d’avanzo per gustarsi tutto fino all’ultima stilla.

A proposito di stille, difficile che possiate bere male.

La cantina

Anche la cantina è scritta a mano, e contiene scelte da non prendere sottogamba, nemmeno nel vituperato campo dei vini della casa.

Vista la signora francofona, è bello dire, tirando le somme, che A Casa Nostra potrebbe chiamarsi benissimo chez nous, e nessuno avrebbe da ridire. Anche il conto, come dicevo, è una mezza barzelletta: 40 euro per quattro piatti, anche di meno. Ma poi si esce col cuore riscaldato da una serata piacevole, quasi dolce.

A Casa Nostra
Via Piero della Francesca, 2
Milano
Tel. 02316767
Chiuso la domenica sera e tutto lunedì
SI MANGIA: risotto al Taleggio e Barbera, merluzzo in umido
DA NON PERDERE: linguine al baccalà
IL CONTO: 40 euro

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