Guide che guidano solo dove tutti sanno andare

Non è che non esistono le trattorie a Milano, ma c’è talmente tanto altro di interessante da raccontare , che nessuno o quasi ne parla.

Proprio l’altro giorno, su facebook, una mia cara amica scriveva questo pensiero. Si tratta di una persona intelligente, una ristoratrice del Sud che ama moltissimo Milano e quello che offre. Senza volerlo, questa sua opinione, che ritengo oltremodo veritiera, mi dà l’opportunità di fare una piccola riflessione.

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Dim sum con mio fratello. Fratelli Ravioli, Milano

Un pranzo con mio fratello Francesco, che gentilmente mi ha invitato, mi ha consentito proprio oggi di provare un posticino di Milano di cui conoscevo l’esistenza da almeno due anni, ma che ancora mancava nel mio taccuino: Fratelli Ravioli, via Casale, accanto alla stazione di Porta Genova. Specialità: dim sum, ossia tutta quella ravioleria che arriva da un po’ tutta la Cina, e che un tempo era rappresentata, da noi, quasi solo dai ravioli al vapore cantonesi. L’invito al pranzo di mio fratello ai Fratelli: mica male.

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Il salame di Varzi fa la lacrima. Salumificio Thogan Porri, Cecima

Il salame crudo, quello serio, tosto, di una volta, non temeva le lunghe stagionature. Un salame particolarmente buono, sopra i sei mesi diventava assolutamente magnifico. Certo, ci volevano, e ci vogliono ancora oggi, le condizioni: carni suine eccellenti, un buon lavoro del norcino, budelli di prima qualità e un clima idoneo alla stagionatura. Tutte queste cose consentono a Gentile Thogan di tirar fuori, nel suo salumificio di famiglia a Cecima (Pavia), un salame crudo di Varzi assolutamente splendido, quasi da primato. E’ stato un piacere riassaggiarlo a Milano, a Golosaria.

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Lo Stupidario di Tripadvisor: ottava puntata

Questo Stupidario non ha nulla di derisorio, anzi le frasi riportate non sono soltanto enormità e strafalcioni. Sono anche cose oggettivamente divertentissime, magari situazioni strane descritte da clienti esterrefatti, e non soltanto castronerie dette dai medesimi clienti. Dunque è uno stupidario non solo di incompetenze di clienti, ma anche di assurdità della ristorazione, vere o presunte che siano. Nota bene: non ho cambiato il materiale originale in nulla, neanche in orrori ortografici o in abuso di maiuscole. Tutto come lo vedete. Di mio conio sono i titoletti introduttivi, che sono tipici di qualunque stupidario degno di questo nome.

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Le torte liguri sono uno stato mentale. Gastronomia Pezzi 2000, Lavagna

Un po’ di sfoglia, un po’ di verdure, ed ecco che ti fai il viaggio. In Liguria, a tavola, sanno essere felici con poco. Quello delle torte salate è un vero e proprio universo, anzi un multiverso, in cui si trova di tutto, col solo e unico risultato della felicità. E lo volete sapere qual è uno dei miei punti di riferimento in tal senso? La gastronomia Pezzi 2000, all’inizio (o sul fondo, come preferite) del caruggio di Lavagna (Genova).

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Belandi, che fugassa! Panificio Balin, Lavagna

Accidenti, che focaccia! Ecco, questo significa il titolo. In realtà, più che belandi, forma maggiormente tipica di La Spezia, il vero genovese direbbe un sonoro belìn! Ma se avessi detto Belìn, che fugassa!, avreste potuto pensare a un altro negozio che si chiama appunto così, e che non è quello di cui parlo oggi. Il Panificio Balin, di Lavagna (Genova), è l’oggetto della mia visita, oltre che uno dei miei favoriti sul terreno della focaccia genovese.

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Zucca e castagne nell’hinterland. Il Cerchio e la Botte, Gerenzano

Un colpo al cerchio, uno alla botte. Il cerchiobottismo è, talvolta, un’usanza che viene fatta propria da certi politici, quelli che, magari in buonafede, non vogliono scontentare nessuno. Spesso il politico cerchiobottista finisce per fare la figura di una persona fin troppo pragmatica. Uno che non esita a venire a patti con la propria coscienza per uscire con la faccia pulita da ogni situazione. Per l’Osteria Il Cerchio e la Botte, a Gerenzano (Varese), vicino Saronno, è invece tutto il contrario: il desiderio di accontentare ogni cliente non fa mai venir meno la coerenza di chi la gestisce. Ve ne ho parlato domenica su Libero.

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La Liguria del mio cuore. La Beppa, Carasco

Fermi tutti. Qui la mia prosa giunge a librarsi sulle ali del lirismo più sfrenato. La Beppa, rusticissima trattoria in quel di Carasco (Genova), è uno di quegli indirizzi che vanno indicati alla pagina 33 del manuale della trattoria perfetta. Io ne sono innamorato, follemente, da quando l’ho scoperta un anno fa, in una circostanza particolare. Da allora, ci ho pranzato numerose volte. L’ultima, lo scorso sabato 19 ottobre, invitato da alcuni dei miei più cari amici. Fate il favore: correte a provarla. E se trovate i funghi fritti, non trattenetevi.

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Lo Stupidario di Tripadvisor: settima puntata

Questo Stupidario non ha nulla di derisorio, anzi le frasi riportate non sono soltanto enormità e strafalcioni. Sono anche cose oggettivamente divertentissime, magari situazioni strane descritte da clienti esterrefatti, e non soltanto castronerie dette dai medesimi clienti. Dunque è uno stupidario non solo di incompetenze di clienti, ma anche di assurdità della ristorazione, vere o presunte che siano. Nota bene: non ho cambiato il materiale originale in nulla, neanche in orrori ortografici o in abuso di maiuscole. Tutto come lo vedete. Di mio conio sono i titoletti introduttivi, che sono tipici di qualunque stupidario degno di questo nome.

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Per caso, un piatto di spaghettoni alla Nerano… Camillo Benso, Milano

Questa è un’impressione telegrafica, che mi esce dal mezzo pranzo che ho fatto oggi. Di solito, quando non mangio per lavoro (ossia per scrivere) è raro che scelga più portate per pasto. Anche oggi, essendomi trovato in centro a Milano per lavoro, ho seguito il canovaccio. Ma mi va di raccontarvelo. Era da un po’ che volevo provare Camillo Benso, e l’ho fatto con una gloriosa fondina di spaghettoni alla Nerano.

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